L'autore
Chi sono?
Il mio nome è Antonella Tavassi la Greca.
Il mio mestiere?
Una professione che non dà sostentamento ma soddisfazioni. Sì,
sono scrittrice.
Che cosa scrivo?
Scrivo romanzi, racconti, biografie storiche. Scrivo
anche temi per la maturità, conferenze, interventi, itinerari
archeologici, e-mail, note della spesa (che poi dimentico
a casa).
Perché scrivo?
Perché leggo e chi legge a volte scrive, anzi in questo paese
di non-lettori, gli aspiranti scrittori sono quasi
più numerosi
dei lettori. Io però non sono un aspirante scrittore, bruttissima
definizione che manderebbe su tutte le furie Nanni
Moretti ("Non
dica aspirante scrittore!") sono semplicemente:
a) una lettrice autentica, di quelle che leggono tutto,
anche le riviste di due anni prima nelle sale d'aspetto
dei dentisti.
b) una scrittrice.
Che cosa ho pubblicato?
Una biografia romanzata che s'intitola "La pedina di vetro" (Di
Renzo Editore) che è la storia della figlia dell'imperatore
Augusto, un'affascinante creatura di nome Giulia di
cui si riparlerà spesso
in questo sito.
Un Epistolario, scritto a tre mani da Germanico, Agrippina
Maior ed Agrippina Minor, ognuno a suo modo, con la
sua voce.
Una sceneggiatura per il Teatro, per Di Renzo Editore: "Voce
di Giulia", in scena con la figlia dell'imperatore Augusto.
Un canovaccio per chi voglia portare in teatro la storia
narrata ne "La
pedina di vetro".
Un romanzo, "La guerra di Nora", storia di una terrorista degli
anni di piombo che ritorna nella sua città, Roma, nell'anno 2000.
Dove sono nata?
Sono nata a Napoli, anche se sono appassionata di storia
romana. Anche la storia napoletana, naturalmente, mi
intriga. Tutte le storie.
Quando sono nata?
Proprio l'anno preciso? Anni cinquanta non basterebbe?
Noi napoletani, come si sa, non siamo fiscali.
Dove vivo?
Vivo a Roma, e forse si era già capito da tutto il contesto. Vivo
a Roma da un'infinità di anni, ma ogni giorno mi congratulo con
me stessa per la fortuna che ho. Nonostante la confusione,
le macchine in seconda fila, il fatto innegabile e
drammatico che a Roma non c'è il
mare.
Ho famiglia?
Naturalmente: "tengo famiglia", come ogni napoletano che
si rispetti. Un marito e due figli, cui si possono
aggiungere innumerevoli parenti più o meno invadenti (che fa anche
rima), che contribuiscono ognuno a suo modo a farmi
perdere tempo, cioè a
non farmi scrivere.
Che altro aggiungere?
Aggiungerò per la cronaca che non sempre sono stata scrittrice,
e che un lavoro retribuito (anche se male), "una fatica", l'ho
avuto anch'io. Sono stata per lunghi anni insegnante
di storia e filosofia e devo dire che questo mestiere
mi ha insegnato tanto. Non so se ho insegnato anche io qualcosa, ma ho
imparato molto. Ho imparato anche che ad un certo punto bisogna essere
capaci di smettere, e così ho smesso.
Perché? Domanda non pertinente, troppo personale e troppo difficile.
Basta sapere che la scuola mi manca un po' e ora scrivo
a tempo pieno. A chi scrive non manca più niente. Precisazione:
non sono pensionata. Spagnolescamente ho buttato alle
ortiche anni e anni di precariato e ho fatto il gran rifiuto.
Hobbys?
"Non dica hobbys", tuonerebbe Moretti.
Interessi?
L'archeologia, la storia, il teatro, il cinema, la
letteratura, il mare, i viaggi, la tranquillità ("nù poco
e pace senza morte" come diceva il grande Eduardo, che anche lui
mi piace moltissimo), la bicicletta, gli amici, Francesco
De Gregori, i dolci (molto buoni: napoletani o austriaci),
un gatto che non ho.
Che dire ancora di me? Vostro Onore, non ho niente
da aggiungere.

